Festa della Libera

Questa festa detta della  “Madonna della Libera” o “Festa della Fontana ” ogni anno,  ha luogo  la III domenica di settembre intorno al piccolo santuario campestre della ” Madonna”  presso “Fontana Perrelli” zona situata a sud est di Minturno, formata da una graziosa valle incassata tra i colli Frezzella e Marcone. Ai confini meridionali corre la strada Minturno-Castelforte.

         La festa non è antica, benchè vi siano immessi riti, costumi e giuochi di lunga tradizione. Essa risale a una cinquantina di anni fa,dovuta alla geniale idea di don Gaetano Ciuffi (+ 1939), pronipote dell’omonimo storico minturnese, primicerio della Parrocchia di S .Pietro.

Don Gaetano era un ottimo cristiano traettese. Avendo ricevuta una grazia dalla Vergine, sciolse il voto di far  celebrare ogni anno alla III domenica di settembre, una festa in di Lei onore. Aiutato dagli amici, egli organizzava annualmente un comitato che raccogliesse le offerte per le cerimonie liturgiche e per quelle folkloristiche o di svago campestre.

Il centro intorno a cui si muove tutto l’apparato festaiolo è la piccola chiesetta della Madonna della Libera o della Fontana.

Questa chiesetta risale, nei suoi primi elementi architettonici al sec.XII. Nel 1308 è citata sotto il titolo di “Santa Maria di Bethlem” nelle “Rationes Decimarum Italiae” dei secc.XIII e XIV. Naturalmente di quei lontanissimi tempi conserva oggi solo qualche traccia nei due affreschi, quasi invisibili, delle due absidi laterali, e nell’altro, più distinto, della lunetta alla porta d’ingresso, rappresentante l’Annunciazione.

Nel secolo scorso, la chiesetta fu restaurata dalla famiglia Ciacciarella. Dopo la I Guerra mondiale, S.E.Pietro Fedele la fece nuovamente  rimettere in sesto dalla Soprintendenza dell’Arte medievale e moderna della Campania. L’ultima guerra la ridusse a un cumulo di rovine. Riaggiustata alla meglio, si presenta ancora in pietose condizioni, tuttavia rimane assai simpatica per il suo grazioso porticato a tre arcate gotiche, sostenute da due colonne rotonde. L’antica volta a botte, scomparsa con le distruzioni belliche, è stata rifatta con soffitto a capriate. Sul porticato esistono ancora le mura di due stanzette che servivano al romito, custode del piccolo tempio, e sul centro delle stesse mura, si eleva un dispositivo per la squillante campanella che chiama i fedeli alla preghiera.

Prima della morte di don Gaetano, la festa si svolgeva   con notevole varietà di attrazioni folkloristiche e religiose.

Tutta la mattinata er riservata al culto: messe lette, messa solenne con panegirico  di Maria, mentre nei dintorni ferveva un’importante fiera di bestiame. Nel pomeriggio, avevano luogo interessanti e svaghi, di cui i principali erano i seguenti:

il palo della cuccagna- la corsa dei sacchi – il giuoco alle pignatte – la gara agli spaghetti.

Terminati i giuochi, si snodava la processione con la statua della Madonna, tra inni e canti religiosi. Maria passava benedicente  attraverso le fiorite vie della nostra fertile contrada. Dopo la processione, musica con complesso bandistico di fama. I “pezzi” d’opera eseguiti tenevano avvinta gran  parte della popolazione fino alla mezzanotte. Dopo di che, fantastici fuochi pirotecnici segnavano la fine della simpatica festa.

(Dal Libro di P. Benedetto Fedele o.f.m. ” Minturno Storia e folklore ” 1958)

Lascia un commento