Incoronazione della statura della Vergine delle Grazie

INCORONAZIONE DELLA STATUA DELLA VERGINE DELLE GRAZIE

I SETTEMBRE 2008

La ridente cittadina di Minturno è come un davanzale che si affaccia sul glauco mare nostrum e apre  il cuore dell’uomo all’immensità di Dio che ha così sapientemente e splendidamente arricchito questo lembo di terra.

Grazie all’amicizia di don Elio Persechino   confratello carissimo e Parroco di Minturno, ho potuto anch’io immergermi in questo “stato di grazia” ed ammirare da quel balcone naturale, con gli occhi del corpo e dell’anima l’incantevole spettacolo che mi si presentava fugacemente  ogni sera prima della celebrazione eucaristica,in occasione del triduo di preparazione.  Guardando quello spettacolo cosi avvenente, avvertivo in me l’emozione  come di  un fanciullino fragile e smarrito in quell’orizzonte sconfinato di luci e colori e, al tempo stesso  mi sentivo  protetto alle spalle  dalla formidabile mole del Castello, edificato da Leone III  che mi appariva sicuro e dall’afflato di Francesco d’Assisi che mi rendeva compagno nella sua  lode a così “grande  Creatore”.

Il Duomo di S.Pietro  splendido nella sua cornice architettonica e artistica, che trasuda in ogni sua pietra della tenacia della fede- della preghiera e della lode dei minturnesi dove da sempre è venerata la Madre del Signore Risorto, accoglieva poi l’intera comunità.E’ stato proprio il segno della Risurrezione del Signore – iconograficamente rappresentato dall’antico Ambone “monumento resurrectionis”lì maestosamente eretto, che ha guidato il nostro convenire con Maria nel celebrare i divini misteri “nell’attesa della sua venuta”.

L’antico affresco (1300) ritrovato nel perimetro dell’antico Duomo durante i laboriosi e lunghi restauri e, attualmente collocato nell’abside sorretto dalle canne dell’organo, è il segno più autorevole ed eloquente dell’amore e dell’ininterrotta devozione della comunità minturnese alla Madonna che come ci ricorda il Concilio Ecumenico Vat. II  ha  concepito Cristo, lo ha  generato, nutrito e presentato al Padre nel tempio, soffrendo poi  con lui  morente in croce- e quindi  si ripresenta a noi come Madre nell’ordine della grazia.

Il ricordo del Beato Pio IX che passando sul ponte del Garigliano (1850) accolse la richiesta del clero e del popolo dell’allora Traetto dichiarando la Madonna delle Grazie patrona della città e dei paesi limitrofi, fissando la festa liturgica il 1° settembre L’entusiasmo del Vescovo gaetano- Mons.Parisio che annunziò al popolo festante nel Duomo la solenne dichiarazione papale, hanno rinnovato la preghiera d’intercessione con il canto del Magnificat (animato da alcune corali parrocchiali) dinanzi  alla Cappella laterale dove è situata la Statua della Madonna delle Grazie,- ha rammendato a tutti ciò che il sacerdote minturnese don Domenico Tambolleo (1884/1962) affermava in proposito è certo che la Madonna delle Grazie,acclamata così dal capitolo Collegiale e confermata dal breve apostolico, Protettrice di Minturno, santificò con la sua presenza l’Altare del suo patrocinio nella Collegiata e stabilì il” suo trono di grazia” in S. Pietro. All’ombra di lei fummo battezzati, si consacrarono le nostre famiglie, offrimmo il nostro primo sacrificio, seguimmo la bara dei nostri cari defunti.(lettera del 27 luglio 1961 inviata  all’Arciprete Gaetano D’Auria )

 

Il rinnovato gesto dell’incoronazione compito da S.E.Mons.Fabio Bernardo D’Onorio attuale Arcivescovo di Gaeta e già Vescovo titolare di Minturno con il presbiterio foraniale, al termine della solenne celebrazione eucaristica del 1° settembre 2008 – ha voluto essere un forte segno di speranza per tutti  per divenire insieme a Maria “che di speranza è fontana vivace” costruttori di una nuova umanità dove la verità e la novità del Signore risorto renda visibile in mezzo a noi   la nuova civiltà dell’amore.

 

Don Achille Taglialatela

Parroco della parrocchia S. Maria dei Pozzi

Lauro di Sessa Aurunca (Ce)

 

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